Dubbio: BIO delle Multinazionali?

Dubbio: BIO delle Multinazionali?

Anche le grandi multinazionali di cosmesi stanno iniziando a sfruttare le crescente popolarità dei cosmetici BIO. Ma la domanda che mi faccio è questa: cavalcano quest’onda solo per una mera sete di denaro, oppure stanno iniziando un processo di decrescita verso l’etica che concerne il biologico? Il consumatore che normalmente sceglie BIO può davvero rispecchiarsi nei prodotti super pubblicizzati di queste grosse multinazionali?

Biologico e Multinazionali sono in verità due realtà un po’ antitetiche, che normalmente non si incontrerebbero, e fin ora a dir il vero è stato così. Quando ho iniziato a vedere le pubblicità in televisione della Garnier piuttosto che della Nivea, non nascondo di aver provato un leggero livore nel vedere profanati a mio modesto parere quella che è la vera essenza e il vero obbiettivo dello scegliere un cosmetico etico ed ecologico. La cosa che più non digerisco è che queste case produttrici fanno abitualmente test sugli animali, per cui mi chiedo come si possa non considerare questo piccolo dettaglio quando ci si appresta ad acquistare uno di questi prodotti? Allora non dimentichiamocelo, dietro a tutti quei belletti finto-naturali c’è la sofferenza di tanti animali. La mia personale critica va anche agli enti certificatori che danno il certificato di BIO non considerando il lavoro della ditta nel complesso ma solamente valutando un singolo prodotto. Io credo che se una ditta fa test sugli animali per la maggior parte dei prodotti che produce non può ottenere il certificato di BIO per quella piccola parte di prodotti su cui non li fa. Lo trovo un pericoloso controsenso.

In conclusione mi sembra un tentativo piuttosto grossolano e maldestro di simulazione, non si può essere ecologisti da un lato e multinazionali dall’altro. O si una o si è l’altra cosa.